La nota critico-biografica evidenzia la capacità di Pelizza di svincolarsi progressivamente dall’elemento figurativo per raggiungere forme astratte e composizioni concettuali di straordinario dinamismo. Attraverso la scomposizione, la duplicazione, la rotazione e l’assemblaggio di scatti digitali, l’artista trasforma la realtà osservata – dagli scorci architettonici ai soggetti naturalistici – in vere e proprie narrazioni visive. Opere come “Ragnatela di vetro”, “Anime gemelle”, “Chiaro di luna” e “Anima artistica” sintetizzano questa continua ricerca in cui la tecnica d’eccellenza e il titolo scelto diventano strumenti poetici per guidare l’osservatore verso una rilettura libera ed emozionale dello spazio.