La cifra espressiva dell’artista vigevanese è stata sottolineata dalle parole del curatore Salvo Nugnes, che ha definito quella di Pelizza «una fotografia nuova, ottenuta dalla sovrapposizione di “strati” artistici diversi». Attraverso la scomposizione e l’assemblaggio di scatti minuziosamente curati nei dettagli, il mondo naturale e gli oggetti della quotidianità si stagliano su campiture cromatiche brillanti e omogenee. Si generano così composizioni dinamiche e aperte, in cui l’artista suggerisce una direzione visiva lasciando all’osservatore la totale libertà di interpretare emozioni, forme e significati.