Catalogo d’Arte Moderna n.56 Mondadori

L’esperienza visiva di Franz Pelizza si fonda su un percorso rigoroso iniziato da autodidatta negli anni Settanta e guidato dall’amicizia con maestri della fotografia come Guglielmo Chiolini e Francesco Guallini. La padronanza della teoria della luce, sviluppata sul campo attraverso decenni di attività come fotoreporter e fotografo editoriale, si è evoluta nel tempo dal figurativo all’astrazione pura. Dalle pellicole b/n e diapositive scattate con fotocamere analogiche Hasselblad e Rolleiflex, l’artista è approdato con naturalezza alla fotografia digitale e alla stampa fine art su carte cotone e baryta, montate su alluminio dibond o vetro.

Al centro della sua produzione più recente vi è l’estetica della moltiplicazione e della duplicazione dello spazio. Attraverso un’accurata rielaborazione in post-produzione digitale, Pelizza riprende e ripete i soggetti visivi fino a superare il limite del reale, costruendo veri e propri meta-spazi prospettici. Opere come “Ghost”, “Eclisse parziale” o “Cuore rosso” trasformano scorci architettonici e dettagli cromatici in ambientazioni mentali e percorsi onirici personali, in cui la fotografia perde la sua mera funzione documentale per farsi strumento di pura ricerca concettuale.

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