Franz Pelizza: la fotografia che mette la realtà sottosopra
Mondo SottoSopra: Oubliette Magazine dedica un ritratto a Franz Pelizza.
Il Mondo SottoSopra di Franz Pelizza
Articolo di Marco Salvario per Oubliette Magazine, 22 ottobre 2025.
Franz (Francesco) Pelizza nasce a Vigevano nel 1950, città che unisce bellezza architettonica e vitalità culturale. Sin dagli inizi, con macchine analogiche prive di esposimetro e messa a fuoco automatica, dimostra un talento naturale per l’immagine e un’irrequieta curiosità per le tecniche fotografiche.
Poco più che ventenne collabora come fotoreporter con importanti quotidiani e riviste nazionali, sperimentando le possibilità della fotografia, e partecipa a concorsi internazionali dai quali ottiene premi e riconoscimenti. La sua carriera si sviluppa così in un dialogo costante con l’attualità, ma emerge subito la vocazione artistica che lo porterà a superare i limiti del reportage.
Con il tempo vive la grande trasformazione che porta dalla camera oscura alla fotografia digitale, trasformandola in un’opportunità creativa. Dalla ricerca di geometrie e dettagli che caratterizza gli esordi figurativi, evolve verso un astrattismo consapevole, fatto di tagli, sovrapposizioni e colori che reinventano il reale. Non a caso definisce la sua opera “Il Mio Mondo SottoSopra”: un universo in cui la realtà viene rimescolata, messa in discussione e ripensata, per rivelare significati nuovi e inattesi.
Tra le tappe più importanti della sua attività espositiva, la personale del 2019 al Castello Sforzesco di Vigevano e la più recente “… Ok … Let’s Go”, allestita nel 2025 al MIIT – Museo Internazionale Italia Arte di Torino.
“La fotografia è il mio linguaggio, la mia sensibilità, la mia creatività”, afferma, sottolineando un percorso in continua evoluzione, dal figurativo all’astratto, fino a quel “Mondo SottoSopra” che è diventato il suo marchio distintivo.



Nel suo lavoro la fotografia non è mai semplice documentazione, ma un atto di interpretazione: un modo per mettere in discussione ciò che vediamo e per immaginare altre possibilità. Il suo universo immaginario nasce proprio da questa tensione, dall’idea che la realtà possa essere ribaltata, scomposta e ricomposta in un ordine nuovo, capace di sorprendere chi guarda.
