2025 – “Premio Cannaregio”: Franz Pelizza in mostra a Palazzo Albrizzi Capello a Venezia

Premio Cannaregio

Dal 14 al 27 ottobre 2025 Franz Pelizza espone a Venezia nell’ambito del “Premio Cannaregio”, ospitato nella Galleria del Piano Nobile di Palazzo Albrizzi Capello (Fondamenta Sant’Andrea 4118, Cannaregio).

Il Premio Cannaregio a Venezia

L’esposizione si inserisce nel calendario della Venice Fashion Week e della Biennale Musica, e vede la partecipazione del Maestro con una selezione delle sue opere fotografiche. L’opera di Pelizza è stata riconosciuta di “notevole interesse artistico-culturale” dal Comitato Scientifico del Museo MIIT nell’ambito della mostra, con attestato di merito firmato dal Direttore Guido Folco.

Un ulteriore prestigioso riconoscimento internazionale per l’artista vigevanese, che continua a portare il suo “Mondo SottoSopra” nei luoghi più suggestivi d’Italia e d’Europa.

Attestato Premio Cannaregio 2025

L’esposizione veneziana si inserisce in un momento particolarmente fortunato del percorso artistico di Franz Pelizza, che negli ultimi anni ha alternato mostre personali e partecipazioni internazionali. Le sale di Palazzo Albrizzi Capello, con le loro decorazioni storiche, accolgono le opere dell’artista in un allestimento che valorizza il dialogo tra immagine e architettura. Il tema del premio, legato alla valorizzazione della creatività contemporanea, trova nelle sue fotografie una declinazione personale, fatta di tagli, sovrapposizioni e colori che reinventano il reale. Il pubblico è invitato a percorrere le sale con lo sguardo di chi cerca, dietro l’apparenza, un significato più profondo. Le opere raccolte raccontano un mondo in cui la realtà non è mai data una volta per tutte, ma si offre continuamente a nuove interpretazioni. L’attestato di merito del Museo MIIT conferma la qualità di un lavoro che unisce tecnica, sensibilità e ricerca.

Venezia, con la sua luce e i suoi riflessi, è da sempre una fonte d’ispirazione per l’artista. Le sue immagini nascono da un’osservazione attenta e da un lavoro di elaborazione che trasforma la città in un paesaggio mentale, sospeso tra sogno e memoria.